Novità per il settore immobiliare in tema di certificazione energetica – D.L. 4 giugno 2013, N. 63

733bf03ec22c554994da826827f71cc0Nella Gazzetta Ufficiale n. 130 del 4 giugno 2013 è stato pubblicato il decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, recante: “Disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio d’Europa del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetico nell’edilizio per lo definizione delle procedure d’infrazione ovviate dallo Commissione europeo, nonché oltre disposizioni in materia di coesione sociale“.
Il settore è quello della riqualificazione ed efficienza energetica del patrimonio immobiliare italiano, pubblico e privato (a monte vi sono alcune procedure di infrazione avviate dalla Unione Europea verso l’Italia in ordine al parziale recepimento della direttiva 2010/ 31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell’edilizia) e l’intervento è sul decreto legislativo n. 19 agosto 2005, n. 192 “Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia”.
Sintetizziamo le principa li novità apportate al D. l gs. 192/ 2005 partendo dalle modifiche apportate in tema di contratti di compravendita e di locazione.
Premessa necessaria è sottolineare che l’attestato di certificazione energetica (cd. ACE), ossia “il documento redatto nel rispetto delle norme contenute nel presente decreto, attestante lo prestazione energetica ed eventualmente alcuni parametri energetici caratteristici dell’edificio” (art. 2, comma l , lett. ), d.lgs. 192/2005), è stato sostituito dall’attestato di prestazione energetica dell’edificio.
Mentre prima l’art. 6, comma 2-ter, d.lgs. 192/2005 in tema di ACE prevedeva che, nel caso di contratto di locazione relativo ad un edificio privo di ACE, non vi fosse alcun obbligo di includere una clausola contrattuale in cui il locatario dichiarasse di aver ricevuto l’ACE, con la nuova formulazione dei commi 2 e 3, invece, non sembrano consentite più deroghe consensuali alla consegna della documentazione di certificazione energetica degli immobili oggetto di compravendita e di locazione. la sostituzione dell’attestato di prestazione energetica dell’edificio all’ACE e l’eliminazione dell’autodichiarazione per gli edifici di classe G, inoltre, sembrano dirigere verso sempre uno più specifico ri ferimento della documentazione consegnata. Quindi: nel caso di vendita o di nuova locazione di edifici o unità immobiliari, il proprietario deve produrre l’attestato di prestazione energetica, metterlo a disponibile del potenziale acquirente o locatario e consegnarlo al termine delle trattative. Qualora la vendita o locazione di un edificio avvenga prima della sua costruzione, il venditore o locatario deve fornire evidenza della futura prestazione energetica dell’edificio, producendo l’attestato di prestazione energetica insieme alla dichiarazione di fine lavori. Se violato l’obbligo di dotare dell’attestato di prestazione energetica un edificio o un’unità immobiliare, i commi 7 e 8 dell’art. 15, nuovo d.lgs. 192/2005, prevedono le seguenti sanzioni amministrative: vendita tra 3.000 euro e 18.000 euro; locazione tra 300 euro e 1.800 euro.
In accordo con quanto previsto dall’art. 6, comma 2-quater del d.lgs. 192/2005, (introdotto dall’art. 12, comma 1, lettera c), d.lgs. 28/2011), il nuovo comma 8 dell’art. 6 impone che gli annunci commerciali di vendita o locazione di edifici devono riportare ” l’indice di prestazione energetica dell’involucro edilizio e globale dell’edificio o dell’unità immobiliare e la classe energetica corrispondente” e che l’inadempienza di tale obbligo da parte del responsabile dell’annuncio (sia esso privato offerente o soggetto titolare di un’agenzia immobiliare), sia soggetta alla sanzione amministrativa tra 500 euro e 3.000 euro, ex art. 15, comma 10.
Poniamo particolare attenzione a quest’ultima disposizione in quanto prima d’ora non era prevista a livello nazionale alcuna sanzione per la violazione di detto obbligo, e le eventuali sanzioni esistenti erano state disposte solo dalle Regioni che all’uopo vi avevano espressamente provveduto.
Ricordiamo che il decreto legge è atto che entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella G.U, e quindi le disposizioni sopra illustrate sono in vigore da venerdì 6 giugno, e perderanno ogni efficacia se
il decreto non dovesse essere convertito in legge nel termine di 60 giorni dalla sua pubblicazione.
Fonte: http://www.fimaa.it/News.htm